Il Coronavirus costringe al rinvio delle biennali e di ArtBasel

Tra cancellazioni e rinvii le manifestazioni artistiche pensano a progetti espositivi in modalità virtuale.

Nel tentativo di fermare la diffusione del coronavirus (Covid-19) il calendario degli eventi in programma nei prossimi mesi subisce rinvii, cancellazioni o modalità diverse di partecipazione. Ecco le modifiche che hanno interessato i principali appuntamenti con le Biennali e le fiere d’arte. In primi è confermata la notizia anticipata domenica scorsa da ArtEconomy24 che la fiera di ArtBasel nella città di Basilea del gruppo MCH Group è rinviata da metà giugno a metà settembre con le preview dal 15 al 16 settembre e l’apertura al pubblico dal 17 al 20 settembre 2020.

«La decisione è stata presa in stretta consultazione con un gran numero di galleristi, collezionisti, partner ed esperti esterni – si legge nel comunicato –, con l’obiettivo di proteggere la salute e la sicurezza della comunità artistica, garantendo alla fiera la presenza del più grande numero di collezionisti, curatori e professionisti dell’arte». Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel ha ringraziato le gallerie: «per il supporto e la comprensione verso la decisione complessa di rinviare la fiera. Speriamo la situazione migliori rapidamente: lavoreremo a stretto contatto con i nostri espositori per produrre un fiera di successo a settembre. Allo stesso tempo, siamo consapevoli di quanto sia dinamica la situazione del contagio del Covid-19 e continueremo a monitorare da vicino gli sviluppi.

Nel frattempo, Art Basel continuerà a investire e migliorare la sua nuova piattaforma digitale – Online Viewing Rooms che per ArtBasel Hong Kong ha avuto 250mila visitatori – come un modo per supportare le gallerie in questi tempi difficili» ha concluso il direttore. Del resto una disposizione del Conseil Federal dello scorso 20 marzo vietava i gruppi di più di 5 persone nello spazio pubblico e obbligando ad una distanza di 2 metri. La disposizione è valida fino al 19 aprile 2020, poi si vedrà se verrà reiterata, in ogni caso la situazione così precaria deve aver spinto gli organizzatori al rinvio di ArtBasel. Intanto i casi di coronavirus continuano a progredire anche in Svizzera. Secondo i dati pubblicati nella mattinata del 24 marzo dall’Ufficio federale della sanità pubblica ( Ufsp ) sono 8.836 ovvero circa 800 in più rispetto al giorno prima. 

Biennali 
La 22ª Biennale di Sydney , in programma dal 14 marzo all’8 giugno, ha deciso di chiudere (dal 24 marzo fino a nuovo avviso) prima di passare al regno virtuale. «La Biennale continuerà ad adattarsi e ad innovare di fronte a questa crisi globale – hanno detto dall’ufficio comunicazione – e si aprirà online per tutti, ovunque nel mondo». Sarà possibile quindi interagire con NIRIN (titolo della biennale dalla parola di Wiradjuri che significa “bordo”) sulla piattaforma di Google Arts & Culture partecipando ai programmi attraverso contenuti dal vivo, walkthrough virtuali, podcast, domande e risposte interattive, tour curati e acquisizioni di artisti. Tra i diversi temi affrontati dalla Biennale quello di far luce sui popoli delle First Nations e sulle antiche culture di tutto il mondo, oltre a mettere in primo piano le inquietudini irrisolte per la crisi climatica, la ricerca della sovranità e dell’autodeterminazione dei popoli indigeni di tutto il mondo.

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La prossima edizione di Manifesta 13 , in calendario a Marsiglia dal 7 giugno al 1° novembre, è stata rinviata e gli organizzatori dopo il 15 aprile valuteranno la situazione al fine di poter annunciare nuove date per l’inaugurazione della manifestazione. Rimangono chiusi i due project space dell’evento a Marsiglia fino al 15 aprile e la mostra presso la sede di Amsterdam fino a nuovo avviso.

La Fundação Bienal de São Paulo ha deciso di spostare dal 5 settembre al 3 ottobre 2020 l’apertura della mostra collettiva della 34ª Biennale, «Though it’s dark, still I sing», curata da Jacopo Crivelli Visconti. Inoltre, le mostre personali di Clara Ianni Deana Lawson, così come le performance di León Ferrari e Hélio Oiticica, che originariamente si sarebbero svolte tra aprile e agosto, saranno inserite nella collettiva che chiuderà il 13 dicembre. 

Rinviata anche RIBOCA2 : «and suddenly it all blossoms», la seconda edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Riga in calendario dal 16 maggio all’11 ottobre, si pensa ad un formato espositivo alternativo che sarà annunciato dagli organizzatori a breve. Secondo quanto dichiarato dal team curatoriale guidato dalla curatrice Rebecca Lamarche-Vadel il nuovo progetto espositivo permetterà tuttavia di apprezzare le opere dei 48 artisti partecipanti alla Biennale che continuerà a sostenere la produzione di molte delle nuove commissioni previste, sia dal punto di vista finanziario che curatoriale. L’85% delle opere in esposizione sono nuove commissioni, prodotte in stretta relazione con gli attori e le comunità locali. Fedele alla sua missione di promozione delle scene artistiche locali e dei paesi vicini, quasi un terzo degli artisti partecipanti proviene dai paesi baltici, mentre quasi il 60% proviene dalla regione baltica (tra cui Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia) in dialogo con individui provenienti da Argentina, Austria, Belgio, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Messico, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. 

Le altre fiere 
Proseguono i rinvii e le cancellazioni anche per le fiere d’arte contemporanea. La 16ª edizione di ArtVerona guidata dal nuovo direttore artistico Stefano Raimondi si svolgerà nel rinnovato polo di Veronafiere dall’11 al 13 dicembre 2020, mentre le edizioni 2020 nella Grande Mela di 1-54 Contemporary African Art Fair Frieze New York , previste per maggio, sono state annullate e l’appuntamento è fissato per l’anno prossimo. Rinviato anche Frieze Sculpture che si svolge all’aperto nel Rockefeller Center, che aprirà entro la fine dell’anno. La città è l’epicentro della diffusione del coronavirus negli Stati Uniti con 20.875 persone risultate positive al Covid-19, quasi il 60% dei casi totali. 
La 14ª edizione di Art Dubai , la fiera d’arte degli Emirati, che in genere attira decine di migliaia di visitatori, ha optato per una versione online che comprende una galleria online di oltre 500 opere, il Global Art Forum live-broadcast e un programma di performance curato da Marina Fokidis. Inoltre, ora è in diretta anche il nuovo Planetary Feed di Art Dubai, che raccoglie report speciali, interviste, approfondimenti, impressioni personali e altri contenuti di partecipanti alle edizioni passate, collaboratori, partner. 
Lo sceicco Abdullah bin Zayed, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per sostenere gli artisti in questo momento ha destinato oltre 1,5 milioni di AED (408.000 dollari) all’acquisto di opere d’arte realizzate da artisti emirati. Le opere saranno esposte nelle ambasciate degli Emirati in tutto il mondo attraverso quello che viene chiamato informalmente il programma Artists in Embassies (un’iniziativa simile al programma Art in Embassies degli Stati Uniti, che colloca l’arte americana negli uffici degli ambasciatori di tutto il mondo).

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